Posts by: michael
“Howl” di This Routine Is Hell
Il nuovo lavoro degli olandesi This Routine Is Hell, "Howl", è composto da dodici pezzi che ti sputano in faccia disagio, malessere ed alienazione.
“Whatever” di Nai Harvest
Provenienti da un background punk hardcore, i Nai Harvest propongono una miscela esplosiva di emo primordiale e chitarre jangle, suonato con approccio punk.
“The Division Ahead” di The Circle Ends Here
"The Division Ahead" non è un disco facile al primo ascolto, ma una volta che riesci ad entrare nei suoi ingranaggi, fila via che è una meraviglia.
“At Sixes And Sevens” di The Dead Formats
"At Sixes And Sevens" suona compatto, potente, ballabile e catchy, merito di una sezione ritmica preparata e dell'ottimo lavoro delle due voci.
“Ocean Rain” – Echo And The Bunnymen
"Ocean Rain" è il quarto album in studio del gruppo post punk Echo And The Bunnymen. E' arrivato al quarto posto delle classifiche inglesi nel 1984.
“Change” di Minus Tree
I Minus Tree hanno affinato negli anni la propria miscela di post hardcore, plasmandola a proprio piacimento e uscendo dagli standard classici del genere.
“Indicators” di Mark My Words
"Indicators" è un album di hardcore moderno, stile Terror per intenderci: ritmi serrati, produzione massiccia, muro sonoro da pugno nello stomaco.
Nuovo album in uscita per i Daft Punk
Il nuovo album "Random Access Memories" uscirà per Columbia il 17 maggio in Europa, il 20 maggio in Gran Bretagna e il 21 maggio negli Stati Uniti.
“Roma Hardcore State Of Mind” di Strength Approach
"Roma Hardcore State Of Mind" dei Strength Approach è il loro ultimo ep, tributo alla loro città e ai fans che li continuano a seguire negli anni.
Strength Approach al Black N Blue Bowl 2013
Il quartetto hardcore romano Strength Approach parteciperà all'edizione annuale del prestigioso Black N Blue Bowl festival a New York il 19 maggio 2013.
Intervista con The Dead Formats
La redazione di Sound Magazine ha avuto la possibilita di scambiare qualche domanda col gruppo punk/new wave inglese The Dead Formats, freschi di nuovo album.
“Bedfellows Part 1: The Bastard Son” di Bastions
In questo nuovo ep la matrice di base rimane sempre l'hardcore, ma gli inglesi Bastions non si fanno problemi a modellare la materia prima a loro piacimento.
“The Enforcer” di This Is Hell
"The Enforcer" è l'ultima fatica degli americani This Is Hell, diventati una sorta di paladini della rinascita del thrash metal stile Bay Area.
Jason Molina (1973-2013)
Jason Molina si è spento a 39 anni, in silenzio, vittima di quegli stessi demoni che tentava regolarmente di sconfiggere con canzoni bellissime e delicate.
“Bone And Marrow” di Alcoa
La formula rimane la stessa: una voce così delicata e rassicurante che ti prende per mano e ti accompagna in un viaggio mistico di dolcezza e pace interiore.
“Honeys” di Pissed Jeans
I Pissed Jeans sono diretti, sfrontati, sfacciati, figli dell'alienazione suburbana americana, cresciuti a pane, Black Flag ultimo periodo e Jesus Lizard.
“mbv” di My Bloody Valentine
Un buon disco che necessita di numerosi ascolti prima di entrarti definitivamente in testa, senza manierismi,con una semplice e sincera voglia di sperimentare.
“Elements” di Lasting Traces
Per chi non li conoscesse, i tedeschi Lasting Traces sono dediti ad un hardcore moderno che non si vergogna di mescolarsi con melodie potenti ed accattivanti.
“Ci Sono Gente Che Non Stanno Bene” di Duff
I Duff, attivi da ormai 15 anni, sono autori di un punk melodico che strizza l'occhio alle sonorità californiane ma anche all'alternative rock contemporaneo.
“Danny Trejo” di Danny Trejo
In questo ep c'è musica suonata col cuore e con gli attributi, sincera e straight in your face. Otto pugni nello stomaco. Roba da far pogare contro il muro.
Intervista con Bastions
Prima intervista dell'anno con il quartetto inglese Bastions, dedito ad un hardcore viscerale con all'attivo 3 ep, 1 album e con 2 nuovi ep in arrivo.
“Moving Home” di Moose Blood
Il sound proposto è un emo punk decisamente pulito, che offre poco a livello di innovazione, ma fa della semplicità e della freschezza il suo punto di forza.
“Stellar Filth” di Rise Above Dead
E' un disco cupo fatto di atmosfere rarefatte, complici i riff doom/sludge che creano tensione prima di esplodere verso i lidi del post rock più atmosferico.
“Tales Between Reality And Madness” di Void Of Sleep
Una miscela esplosiva di stoner, doom, sludge e rock psichedelico, un incrocio bastardo tra le sonorita sabbathiane e la modernità di gente come Mastodon.
“Client.” di Client.
Rispetto al demo d'esordio, il quintetto in questo nuovo ep assume maggiore compattezza e sicurezza esecutiva, che si traduce in 4 pezzi energici e potenti.
“Bright Stars, Blinding Eyes” di I Like You Ok
Un esordio composto da 8 canzoni in 10 minuti che grondano di angst post adolescenziale, ritmiche a metà tra il tirato e il mid tempo e melodie sghembe.
“Don’t Panic” di All Time Low
Con "Don't Panic" ci troviamo sempre in ambito pop rock, reso meno indigesto da aperture pop punk e alternative, con melodie catchy e zuccherose.
“Teenage Haze” di Departures
Per chi non li avesse mai sentiti prima, il quintetto scozzese Departures propone un hardcore fortemente potente e melodico con voce abrasiva ed emotiva.
“Lightbringer” di Curse This Ocean
Il nuovo suono si mantiene ancora su un hardcore crusteggiante a tinte dark, dove i dettami convergeani sono stati messi a disposizione della nuova causa.
Intervista con Title Fight
La redazione di Sound Magazine incontra il quartetto americano Title Fight in occasione della loro unica data italiana al Blogos, a Casalecchio di Reno.
“The Harsh Fangs Of Life” di Coldburn
Il risultato sono 10 brani hardcore potenti e avvolgenti, suonati con disinvoltura e padronanza, pronti a creare moshpit invisibili tra le mura domestiche.
“Colourmeinkindness” di Basement
Il quintetto è riuscito a inventarsi una perla di rara bellezza, liberandosi dalle scorie pop punk in favore di un sound più maturo in debito con gli anni 90.
“Floral Green” di Title Fight
Il risultato è un album di 11 pezzi dove la velocità viene messa da parte in favore di ritmiche più tranquille, ma non per questo meno potenti ed incisive.
“I Couldn’t Be With You Even If I Wanted” di June Miller
Per chi non li conoscesse, il quintetto mischia con notevole bravura generi come post rock, shoegaze e indie, creando paesaggi sonori dolci e onirici.