Citay: dettagli su “Dream Get Together”
Annunciato con enfasi il terzo lavoro dei Citay da San Francisco, che si intitolerà “Dream Get Together“. La data prevista per la pubblicazione è il 26 Gennaio (il 25 dello stesso mese in Gran Bretagna) e questo album conferma tutto cio’ di cui si puo’ apprezzare nei passati album. La sinfonica miscelanza di chitarre,la soave voce e la grandiosa esplorazione acustica suggellata dalla performance dei synth non mancheranno,portando il tutto a qualcosa di epico.
Raramente vi è stata una scelta più ovvia per una teack-opener di “Careful With That Hat”, una canzone azionata da un solco profondo e da uno swing che chiede in pratica al’ascoltatore di alzarsi e tambureggiare in aria selvaggiamente. La voce crescente, le chitarre incendiarie e l’assolo di mammut (per gentile concessione del chitarrista Josh Pollock) costruisce un’ esplosione estatica. Questo è il colpo in tutta la prua. I Citay sono giunti sul Dream Get Together.
“I Citay sono come suoniamo tutti insieme lo stesso assolo di chitarra e questa roba che ne verra’ sembrerà come se tutto l’universo vi cadda addosso. E la parte migliore? Non siete ancora abbastanza pazzi per quella.” – FADER
John Mulvey ha scritto circa le sue prime impressioni verso l’album per il sito web della rivista, precisando che “Dream Get Together suoni segnali di intenti molto vigorosi tramite il brano di apertura, una fluida jam di sette minuti chiamata” Careful With That Hat “che trova la band sempre più ricca e barocca. Il dettaglio è molto bello, e il quasi incidentale frammento di canzone da qualche parte nel mezzo ricorda Graham Nash, ma è il vorace, bucaniere solista elettrico che domina, che identifica Citay quanto tale, una disparità melodica. ”
Guidata dal cantautore Ezra Feinberg, Citay ha fatto una carriera di esplorazione nello studio, ricordando un momento in cui l’eccesso di esso era la norma. Produttore Tim Green, degli Champs , non è estraneo a indulgenza sonore, e insieme Feinberg e Green hanno intrecciato un arazzo musicale che è tanto pesante quanto dolce. Nei Citay, la propensione di metallo di colore verde sono sostituiti da un brand del tutto diverso di roccia fantasia. Dream Get Together è un ricamo e la bellezza epica del cielo che sorvola l’oceano,coccolando fino alle orecchie. Il batterista Warren Huegel porta la sensibilità ritmica, meglio esemplificatoa non solo dai suoi battiti fragorosi, ma anche dalle sue decorazioni a percussione che sollevano il suono Citay dalla terra in su. L’ accompagnamento di Feinberg all’acustica vive con le chitarre elettriche di Sean Smith e Josh Pollock. Diego Gonzalez al basso tiene insieme il tutto per tutto. Le parti vocali di Feinberg su Dream Get Together sono accompagnate da Tahlia Harbour e Meryl , la cui voce dolce recita la pellicola ideale per l’enfasi.
Uno dei momenti migliori di Dream Get Together è “Mirror Kisses”, una canzone che Feinberg ha scritto appositamente per gli ospiti: il cantante Merrill Garbus (Tune-Yards) da cantare armoniosamente in tre-parti . Con le impennate di chitarra di Ebow e le armonie vocali, “Mirror Kisses” porta i Citay al massimo della loro rigogliosa melodicità. Al contrario, “Hunter” è eccessiva – un inno trionfale strumentale che in qualche modo colma il divario tra Klaus Schulze e i The Scorpions. Con una spaziatura-out solo synth da Josh Robinow di pioggia Howlin ‘, “Hunter” è un giro maestoso. Dream Get Together si chiude con una splendida resa dei Galaxie 500′s “Tugboat”, in cui la band sostituisce il riverbero delle chitarre elettriche con un pulito strimpellato d’acustico e Fripp-ed out Sonics, preservando la bellezza dell’originale rendendo la canzone propria
TOUR DATES:
1/28/10 Los Angeles, CA @ Echoplex w/ The Fruit Bats
1/29/10 San Francisco, CA @ Slim’s w/ The Fruit Bats
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Il rapper fondatore dei Beastie Boys ha recentemente rilasciato un messaggio nel quale mostra tutta la sua fiducia nell’aver vinto il cancro alla ghiandola salivare.
Il tanto atteso carrozzone dell’Eastpak Antidote Tour sbarca in una Milano dai tipici tratti somatici autunnali di un lunedì che mai nella storia è stato il giorno designato per un concerto. Ma oggi si fa un’eccezione, oggi abbiamo fra le mani un bill di tutto rispetto costituito da pietre miliari e band affermate, da nuove leve e futuri rappresentanti della scena, gruppi per i quali converrebbe anche farsi una scampagnata a piedi nudi in un campo innevato per goderseli. Non sappiamo quanto abbia giovato il fatto che la serata è stata spostata dal Muscidrome all’Alcatraz di Via Valtellina, sappiamo però che il risultato acustico nel corso dell’evento è stato a dir tanto sufficiente. Per chi come me ha sudato e gridato sotto il palco per 3/4 del tempo, avrà riscosso l’enorme differenza nel seguire il tutto dal “soppalco” del locale, dove il sound era quasi inaccettabile. Un elemento che ha sicuramente influenzato negativamente la prova dei Mainline, rappresentanti del belpaese e pronti a ben figurare per quell’Italia ormai in crisi di idee e proposte valide internazionalemnte parlando. I torinesi se la cavano comunque alla grande, sono dotati di personalità e esperienza da vendere, anche se il loro prog hardcore di matrice Misery Signals non ssembra scaldare il poco pubblico fin li presente. Peccato perchè questi validissimi ragazzi meriterebbero maggiori attenzioni di quante altre band di casa nostra hanno. Il cartellone ufficiale si apre con i The Ghost Of A Thousand, band del calderone Epitaph che ha recentemente pubblicato lo spettacolare “New Hopes New Demonstrations”. Essendo stati tra i primi mescolatori di rock’n'roll e hardcore nel mondo, c’è molta curiosità di come reagiscano ad un nuova realtà come quella italiana. La setlist è quasi interamente dedicata all’ultimo lavoro, forse piu’ conosciuto da noi, e i fans di This Is Where The Fire Begins come il sottoscritto, rimangono un po’ a bocca asciutta nel non sentire brani come “Bored of Math” o “New Toy”. Grande prova, soprattutto del frontman Tom, che si getta nel pit piu’ e piu’ volte per scatenare il freddo gruppo di sostenitori, organizzando un wall of death (ben riuscito) e scatenandosi nel pogo, da buon punkers quale è. Non mi aspettavo così tanto entusiasmo invece per i Four Year Strong. I pop punkers di Boston sfornano un intensa scaletta basata su quelle perla quale è Rise Or Die Trying, evidenziando gli elementi migliori, entusiasmando anche coloro storcevano il naso prima che O’Connor & co. salissero sul palco. Persiste il dubbio di che ruolo il tastierista ricopre, la cui assistenza musicale è marginale. Il top è stato il double finale “Maniac” + “Heroes Get Remembered…” con lo scatenante circle pit e il corale TEAM UP! TEAM UP!, importante quanto uno scambio di mano ad una funzione religiosa e sul quale tutti siamo diventati un po’ piu’ amici. Un intro horror, degno del maestro Dario Argento, accompagna chi davvero è ultra atteso da tutti:gli AlexisOnFire.
Chad Smith, batterista dei Red Hot Chili Peppers, ha riferito che la band potrebbe rilasciare un nuovo album nel novembre del 2010.
Seguendo le orme del bellissimo Travels, la band del Massachussettes ha postato sul loro myspace “The Bite And Sting“, una delle canzoni che andranno a comporre Lost Ground, in uscita il prossimo 17 novembre. Questi non è altro che la continuazione del concept del precedente album, che tratta di una pseudo Seconda Guerra Afro Americana, imposta sulla parte successiva la fine delle ostilità.
La band ha annunciato il prossimo scioglimento dopo il tour primaverile. I 4 della Florida, attivi dal 2000, hanno rilasciato nello scorso febbraio l’EP “The Grey Man” e hanno detto che probabilemente ci sarà ancora un capitolo nella saga Copeland prima del totale break-up.
La band dell’ex-Botch Dave Knudson ha recentemente postato sul proprio sito myspace il primo singolo del nuovo album che uscirà agli inizi del prossimo anno.
Quasi non ci si crede che da ben 20 anni Fat Mike ha fondato la sua personalissima etichetta Fat Wreck Chord e che essa sia diventata sinonimo di punk-rock made in California, ma il tempo passa ancora piu’ in fretta quando sei ritenuto un punker alcolizzato buono a niente.
Dall’uscita di “Too Much Happiness Make Kids Paranoid” sono passati 10 anni, ma i Linea 77 non si fermano qui e già sono pronti per il nuovo album che vedrà la luce in quel di L.A., che ha gia dato i natali al precedente “Horror Vacui”. Il mini tour per i festeggiamenti del raggiungimento del doppio lustro della band torinese verrnno suggellati dalla data nel locale underground di Londra per eccellenza, l’Underworld. Recentemente i nostri si sono esibiti al (h)it Week a Los Angeles, una settimana interamente dedicata all’ italianità d’oltreoceano. Eccovi le date da non perdere!