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Interviste . Intervista con Starless

Intervista con Starless

 

 

 

Amano la vita i pescaresi Starless e si sente. “How Life Should Be” è un esordio che paga dazio alla scena pop-punk statunitense senza risultare però banale, mostrandoci il lato frizzante di una band che ha fame di notorietà. Andiamo a conoscerli meglio!
Domande a cura di Luca Malinverno

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Soundmagazine. ?Volete presentare la band ai nostri lettori?
Ciao, siamo Marco, Samuel, Lorenzo, Stefano e Riccardo, uniti da una forte amicizia che ci fa andare avanti. Facciamo pop-punk e ci piace la vita, più di ogni altra cosa.?

Con “How Life Should Be” arrivate al tanto atteso esordio. A quali sforzi deve sottoporsi oggigiorno una band per realizzare il sogno di vedersi pubblicato il disco?
Noi stiamo facendo ciò che fanno tutti i gruppi, siamo ancora nel bel mezzo della nostra gavetta! L’unico consiglio che possiamo dare è quello di suonare tantissimo, non importa dove e davanti a chi, ogni show ha il suo fascino. A noi è andata così, il nostro produttore ci ha sentiti suonare, ci ha offerto un contratto e ora siamo qui, con questo bel disco.

Nel vostro album si percepiscono chiari riferimenti alla scena pop-punk statunitense. Siete d’accordo con questa mia considerazione?
Ci crescerebbe il naso se diciamo di “no”, ragazzi. Siamo d’accordissimo con voi!

Quali band hanno influenzato il vostro modo di fare musica???
Noi ascoltiamo molto pop-punk, come quello “vecchia scuola” dei Millencolin o dei Blink 182. Ma non ci facciamo mancare niente, potremmo fare nomi di mille band americane che hanno capito perfettamente come far nascere una nuova generazione di pop-punk. Invidiamo un po’ gli States, lì questo genere rappresenta una cultura, anche gli anziani lo conoscono!
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Qual è il miglior pregio del disco???
A nostro parere, il disco suona “vero”. Abbiamo cercato di creare un sound più naturale possibile, non come quegli album dove tutti gli strumenti sembrano finti e fatti di plastica. Speriamo di essere riusciti a esprimere il nostro lato grezzo!
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E il difetto sul quale lavorare sodo in futuro???
Vorremmo che il prossimo lavoro goda di maggior tempo in sede di registrazione. Ci piacerebbe poter stare tranquilli in studio e far consumare i giorni lentamente per fare tutto al meglio delle nostre capacità. Questo disco è stato davvero veloce!?

Purtroppo non siamo riusciti a leggere i testi, qual è il concept dei testi?
I testi riflettono le nostre esperienze giovanili. Parlano di adolescenza, di amore per la vita.? Speriamo che qualcuno riesca a rivedersi nei nostri testi, dopo tutto non siamo poeti. Scriviamo di getto, quello che ci succede e quello che ne pensiamo a riguardo, come ogni normalissimo ragazzo.
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Parlando invece della scena italiana, c’è qualche band che sentite più vicina a voi?
A dire la verità, non c’è una band che sentiamo più vicina a noi delle altre. Possiamo dire però che il modo di fare pop-punk dei Now.Here e dei Notimefor ci fa sperare che questa scena riesca a crescere sempre più velocemente.

Quanto è difficile oggigiorno per una band indipendente farsi notare?
Farsi notare non è così difficile, a nostro avviso bisogna cercare di suonare il più possibile e creare molto movimento sui Social Network. Pensiamo che la cosa più difficile sia riuscire a capire se la proposta di un’eventuale etichetta sia conveniente, o meno. Noi con This Is Core ci sentiamo a casa.?

Un messaggio ai nostri lettori?
Come prima cosa vi ringraziamo per la recensione di “How Life Should Be”, ci ha fatto molto piacere leggere cosa ne pensate! Poi passiamo a noi: fate un salto sulla nostra pagina http://www.facebook.com/starlessit e guardate il nostro nuovo video, diretto da Beppe Platania!

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