Quando fuori dalla finestra c’è un sole incredibile, almeno 33 gradi e tutto ciò che potresti volere è una birra ghiacciata, “Traps” potrebbe entrare direttamente nella vostra wishlist.
Indie rock con ventate di surf pop, chitarre piacevoli e goderecce, un ricordo ai lontani anni Sessanta e Settanta da cui così tanti artisti attingono le sonorità e gli umori, un vago tentativo di sfiorare il filone dark e psichedelico: ecco come riassumerei questo disco.
Il risultato è piacevole; le undici canzoni scivolano leggere ma non ti fanno pensare che si tratti del capolavoro del 2012. E’ un disco registrato con passione e dedizione, che ti porta a sorridere più di un paio di volte, tenere il tempo con la testa, far passare una bella oretta. Niente di sconvolgente, ma perlomeno ti ritorna quel frizzicorino ai piedi, la voglia di rimetterti una canotta ampia e di avvicinarti pericolosamente alla sabbia. Fa strano pensare che sia stato registrato in un basement poco illuminato, ma del resto nulla è ciò che sembra. Nel frattempo prendiamo una birra ghiacciata e facciamolo ripartire, che di freschezza e positività c’è sempre bisogno.
