Recensione di Luca Malinverno
Debutto su To React Records per gli Ignition Code, band che dal 2007 diffonde il suo verbo fatto di metal a 360°. Un progetto che potremmo quasi definire ambizioso vista la quantità smodata di elementi sonori presenti nel loro songwriting, dove si percepiscono trame death metal, passaggi tipicamente prog, breakdown e una componente nu metal che non stona. Il risultato di questa particolare unione prende il nome di “Newtek Lie”, album veloce e furioso quanto basta a piacere a chiunque cerchi il giusto compromesso tra due scuole metal assai differenti, quella americana e quella nordica. La prima è chiamata in causa dal groove sonoro messo in piedi dai nostri, abili nel dare strutture heavy ai propri brani senza disdegnare partiture melodiche ad effetto. Per quel che riguarda la parte più europea dei nostri la troviamo nella brillantezza del loro operato, bravi nel partorire riff cristallini e a mostrarsi preparati in ogni scenario. Sulla lunga distanza emerge però l’ombra della ripetitività, causata soprattutto dalla foga distruttiva che contraddistingue ogni loro brano, senza mezza misure o boccate d’ossigeno. Sempre sulla stessa linea anche il cantato, claustrofobico e duro al punto giusto ma un tantino pesante se posto su ben dieci brani. Insomma se ancora non fosse chiaro “Newtek Lie” evidenzia pregi e difetti tipici di chi ha ancora tanta strada da fare, pur rimanendo un lavoro onestissimo e meritevole.
