Padania. Un titolo, una provocazione, un’illuminazione pre-uscita di una particolare trota e in attesa fremente dell’arrivo dei piranhas. C’è chi già grida al miracolo, mettendo su un piedistallo altissimo Agnelli e compagni, chi si ferma ad ascoltare con nostalgia pensando ai vecchi anni Novanta, chi semplicemente cerca d’avvicinarsi in punta di piedi ad un album dalle grandi aspettative, come me.
Padania, dicevamo. Manifesto innocuo zeppo d’intenti di rinnovamento, si srotola come carta vetrata, cercando volutamente d’esser graffiante, controcorrente (se si pensa al solo mainstream, perchè nel sottobosco indie ci sono artisti ben più taglienti, vedi unòrsominòre), semplicemente vivo. In effetti gli Afterhours morti non sono, anzi, si sono divertiti a ricercare arrangiamenti noise ma melodici, con un gusto psichedelico (in “Ci sarà una bella luce” e “Metamorfosi”), con le presentissime chitarrone elettriche a fare da leitmotiv. Niente di male in questo, se s’aggiunge il fatto che i pezzi davvero rock, quelli con un tiro trainante come “Terra di nessuno”, “La tempesta è in arrivo”, “Fosforo e blu”, “Ci sarà una bella luce” e “Spreca una vita” non solo sono dei perfetti singoloni da radio mainstream ed indipendenti ma hanno anche contenuti di denuncia sociale condivisibili e forti. Meno inebrianti i pezzi più melodici e lenti, che rendono il tutto eterogeneo, ma smorzano l’impeto bilioso che rende questo disco meritevole di svariati ascolti. Del resto, partendo dal titolo le aspettative socio-politiche hanno già le fauci spalancate e hanno bisogno d’esser nutrite non solo con frasi d’effetto, ma con denunce trainanti e cavalcanti. Questo è un disco dal sorriso beffardo, che può ingannare ma in fondo non delude, poichè di carne al fuoco c’è e la qualità pure. Visti gli intenti di rottura, avrei preferito maggiormente sentire Agnelli distruggersi l’ugola alla Demetrio Stratos, rimembrando ai giovani e ai coetanei da che situazione arriviamo e che il lungo inverno (come suggerisce la copertina) potrebbe idealmente durare ancora a lungo, ma forse questi erano solo intenti parziali o provocatori, appunto.
