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Intervista con Ólafur Arnalds

 

06/03/2012

Sound Magazine ha il grande piacere di intervistare il multistrumentista e produttore islandese Ólafur Arnalds, che ha all’attivo 6 tra EP e full lenght ed è ora in sala di registrazione al lavoro sul nuovo album. L’ultimo suo disco è “Living Room Songs”, un EP del 2011. Di seguito riportiamo anche l’intervista in lingua originale.
Domande a cura di Michael Simeon

Ciao, siamo davvero contenti di averti su Sound Magazine. Vuoi presentarti ai nostri lettori?
Ciao, sono Óli.

Parliamo del tuo ultimo lavoro. “Living Room Songs” è il risultato del tuo progetto di composizione durato sette giorni, come hai fatto con “Found Songs”. Questi progetti sono una specie di sfida per te?
Si mi piace pormi obiettivi come questi, a volte troppo alti, ma si impara molto da questo ed è interessante dover lasciare il perfezionismo alle spalle e solamente produrre quel che si riesce in poco tempo.

Forse hai già sentito questa domande un migliaio di volte, ma porta un ventunenne (questa è l’età al tempo della tua prima uscita discografica) a interessarsi di musica classica? E’ complicato vederlo al giorno d’oggi, ma allo stesso tempo è veramente emozionante grazie a quel che scrivi.
Solo il pure interesse nella musica, e credo anche il non preoccuparmi di ciò che è “figo” o mainstream. Volevo solo realizzare la musica che mi rispecchia maggiormente.

Stando a Wikipedia, tu suonavi la batteria nei gruppi hardcore/metal Fighting Shit e Celestine e hai anche composto l’intro e i due outros dell’album “Antigone” degli Heaven Shall Burn. Cosa ricordi di quegli anni? E cosa ti ha fatto cambiare la tua “direzione musicale”?
Non è stata una decisione consapevole cambiare direzione musicale. Sono sempre stato molto aperto mentalmente verso tutti i generi musicali e di solito ho sempre finito per fare quello che mi interessava in quel momento. Anche mentre suonavo con le band hardcore ascoltavo un sacco di musica classica. Lentamente ha preso il sopravvento e a un certo punto ho dovuto decidere di lasciare la batteria per concentrami su ciò che faccio ora.

Ti seguo da un paio d’anni e ho sempre avuto la sensazione di camminare attraverso paesaggi dell’Islanda senza esserci mai stato. Come ha influito l’ambiente in cui hai vissuto sulla tua scrittura?
Questa è il più grande clichè ed è una stronzata sulla musica islandese e ogni islandese la odia. E’ ovvio che l’ambiente che ti circonda influisca su chi tu sia, ma conta di più la società e la cultura più che la vista che hai fuori dalla finestra.

Non sono bravo ad etichettare i generi musicali, soprattutto perchè son contrario, ma è abbastanza ovvio che hai un approccio moderno verso la musica classica, visto che unisci archi e pianoforte con loop e beat nervosi.E non sei l’unico a farlo, dato che ricordo artisti come Peter Broderick e Nils Frahm (che è tra l’altro sulla tua stessa etichetta). Ti piacciono? C’è una sorta di competizione amichevole con loro?
Si, entrambi sono ottimi amici e cerchiamo di fare musica insieme non appena ne abbiamo possibilità.

Qual’è stato il più alto momento della tua carriera? E quale il più basso?
E’ stata una meravigliosa esperienza far parte di un film hollywoodiano e lavorare con Travis Wall (per So You Think You Can Dance) e registrare con la Icelandic Symphony Orchestra proprio la scorsa settimana, per il mio prossimo album.
I momenti più bassi non li ricordo mai – per una buona ragione, non bisognerebbe soffermarsi su quelli. Ma quelli sicuramente includerebbero avere a che fare con gente di merda in business qualche volta molto di merda.

Cosa ascolti in questo momento? C’è qualche band o artista che vorresti suggerire ai nostri lettori?
Al momento sono presissimo da una nuova band islandese che si chiama Samaris.

Che consiglio daresti a qualcuno che vuole avvicinarsi alla musica classica?
Guarda la presentazione di Benjamin Zander sulla musica e la passione su TED.com.

Hey there dude, we’re glad to have you here on Soundmagazine. Would you like to introduce yourself to our readers?
Hi, I’m Óli.

Let’s talk about your latest effort. “Living Room Songs” is the result of a seven-day compostion project, like you did with “Found Songs”. Are these projects some sort of challenge to you?
Yes i like to set myself goals like these, sometimes too high, but you learn a lot from it and it’s interesting to have to leave the perfectionist behind and just release whatever you can come up with in the short time.

You have may heard this question a thousand times before but what makes a 21 year old guy (that’s your age on your first solo release) to deal with classical music? It’s really awkward to see this nowadays, but at the same time it’s so exciting due to your compositions.
Just pure interest in music, and i guess not caring what is ‘cool’ or mainstream. I just wanted to release the music that resonated the most with me.

According to Wikipedia, you played drums for the hardcore/metal bands Fighting Shit and Celestine, and you also composed the intro and the two outros on the album “Antigone” by Heaven Shall Burn. What do you reckon about those years? And what made you change your musical direction?
It wasn’t a conscious decision to change musical direction. I have always been very open minded about all types of music and usually just ended up doing whatever I am most interested in at that moment. Even while I was playing in hardcore bands I was listening to and making classical music on the side. It just slowly took over and at one point I had to make the decision to leave the drums behind to concentrate on what I do now.

I’ve been following you for a couple of years and always got the sensation of walking through Iceland landscapes without ever been there. How does your local surround affect your songwriting?
That’s the biggest bullshit cliché about icelandic music and every icelandic person hates it. Of course your surroundings affect who you are but it’s much more the community and culture rather than the view out your window.

I’m not good in labeling genres, most of all because I’m against it, but it’s pretty much obvious you have a modern approch to classical music, since you mix strings and piano with loops and edgy beats. And you’re not the only one doing this, I can reckon artists such as Peter Broderick and Nils Frahm (who’s also on your label). Do you like them? Is there a sort of friendly competion between you and them?
Yes, both are very good friend of mine and we try to make music together whenever we get the opportunity to do so.

What was your highest moment you had during your career until now? And the lowest one?
Everything around making my first score for a ‘Hollywood’ feature film has been a great experience, everything from making the music to attending the premiere… Some other high points include working with Travis Wall (for So You Think You Can Dance) and recording with the icelandic symphony orchestra just last week, for my next album.
The low points I never remember – for a good reason, you should not dwell on those. But those definitely would involve dealing with shit people in a sometimes very shitty business.

What are you listening to at the moment? Is there some band or artist you would like to suggest to our readers?
At the moment I’m really into a new Icelandic band called Samaris.

What advice would you give to someone that wants to approach classical music?
Watch Benjamin Zander’s presentation on music and passion at TED.com.

www.erasedtapes.com

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