Recensione di Luca Malinverno
Per chi non avesse mai sentito parlare di loro, i Not Found sono una compagine torinese dedita all’hardcore melodico da ormai diversi anni, se vogliamo osare potremmo quasi definirli una band storica visto che sono attivi dal 2001. Nonostante il calare di attenzione di pubblico e media verso questo tipo di sonorità il quintetto ha saputo andare oltre, maturando come band e portandoli a trovare dopo anni di gavetta un sound che finalmente possiamo definire personale. “Black Velvet” arriva infatti dopo il poco esaltante “Fable” (disco che non aggiungeva nulla di nuovo a quanto fattoci sentire da miriadi di gruppi ammaliati dal sound californiano) e sin dalle prime battute si mostra convincente in tutte le sue parti: sound, liriche e produzione. Musicalmente i Not Found hanno trovato il giusto mix tra velocità e venature rock, andando a ripercorrere le gesta dei primi Alkaline Trio e dando sfoggio di buoni spunti ogni qualvolta decidono di spingere sull’acceleratore. Stesso dicasi per le parti vocali, molto più varie e capaci di separare in maniera agevole le due fazioni stilistiche del lavoro. A chiudere il cerchio ecco la produzione, che ha saputo fornire ai brani il sound che nel 2012 tutte le band dovrebbero avere nel loro disco, potente e senza alti e bassi. Se siete estimatori dell’hardcore melodico e avete un lato noir nascosto i Not Found sono ciò che stavate cercando.
