Intervista con Psychofagist
feb 14th, 2012 | By Valentina Zardini | Category: Interviste
14/02/2012
Quando ti imbatti in band come i Psychofagist è impossibile non amarli. E quando poi ti trovi a confrontarti con loro beh, la scintilla è scoccata. Sinceri e dai concetti tanto semplici quanto veritieri, li incontriamo attraverso le parole del batterista Federico “Duca Conte”.
Domande a cura di Luca Malinverno
Il grind non è un genere per tutti, specie se si pensa che persino la stragrande maggioranza di metallari al mondo ne rimane a distanza. Cosa spinge un musicista a suonare questo tipo di musica?
Beh noi mica facciamo grind… Altrimenti saremmo come i mille mila gruppi sosia dei Napalm Death o dei Nasum. Abbiamo parti con blast beats e skanks veloci però il resto è tutto fuorchè grind. 90% dei pezzi son strutturati con tempi dispari, metriche storte e niente di prefissato. Un tempo, come nell’hardcore, la musica grind aveva un senso nel mondo.
Era più una protesta contro la società e una dimostrazione di non voler appartenere ai vari canoni di vita quotidiana e quant’altro, ora è chi va più veloce/chi ha più pedalini HeavyMetal 2 in sequenza e chi suona con più casse per chitarra e con ampli per basso da 200 coni. Onestamente a parte poche eccezioni la gente potrebbe anche smetterla di fare band di questo tipo… Dove prima erano uno sfogo ora sono un bene di lusso viste le strumentazioni che si vedono sui palchi.
Solitamente chi fa grind viene definito un malato di mente. Nel vostro caso questa definizione ci può stare?
Noi siamo i veri malati di mente che prendiamo tutto quello che gira nell’underground musicale e lo mettiamo dentro la nostra musica. Comunque no dai… I cantanti neo-melodici sono i veri malati di mente che tentano di deviare la gente con stili di vita tutti loro, testi da appiattimento cerebrale e via dicendo… Alla fine è musica che vende ancora, la gente va ai concerti e c’è un substrato di situazioni ancora buone (a livello di ascolti e fama) in questo campo. Però al tempo stesso siamo tutti malati di mente… Basta vedere che governo abbiamo!
Fare musica pesante porta spesso i musicisti ad avere progetti paralleli di tutt’altra natura. E’ il vostro caso?
Fosse per me suonerei sempre e solamente Psychofagist, però dato che non sono così becero da restare con un solo gruppo mi sono creato varie situazioni dove poter suonare di più, imparare più generi e tirare su qualche soldo che servono per campare. Anche Stefano (chitarra – nda) e Marcello (basso – nda) hanno altri gruppi, il primo ad esempio è impegnato con la sua etichetta DenRecords che si occupa di musica improvvisata jazz col sassofono (saranno sette anni che suona/studia se non erro). quindi di robe in ballo ne abbiamo sempre.
In Europa siete forse più conosciuti che in Italia. A cosa dobbiamo questo vostro lato esterofilo?
Onestamente non è verissima questa affermazione… In Italia molta gente ci conosce e molta gente non ci chiama per suonare pur sapendo chi siamo e la nostra storia, andando poi a preferire band che non sto qua ad elencare. Non è invidia è realtà… Date merda alla gente e la gente vorrà solo essa a colazione, pranzo e cena (con questo non dico che siamo i profeti della musica moderna, è semplicemente una mia constatazione).
Il vostro ultimo lavoro vi vede alle prese con uno split assieme ai colleghi polacchi Antigama. Facciamo una domanda controcorrente: cosa pensate abbia indotto gli Antigama ad accettare questo scontro?
Loro ci conoscevano già ed erano ben contenti di fare questo lavoro assieme… Poi sono fan dell’Italia (basti pensare alla loro cover di “Zombie” dei Goblin, registrata per uno split fatto coi Drugs of Faith). Penso che oltre l’affinità musicale ci sia stato anche il fattore “italiano” ad averli incuriositi!
Tra l’altro al posto degli Antigama dovevano esserci gli Inevitable End. Perchè hanno declinato la vostra offerta?
Avevano in ballo la registrazione di un altro album e non potevano fare questo split per motivi di tempo ovviamente.
Cosa vi piace e cosa non vi ha entusiasmato della performance degli Antigama?
Sarò brutale. Non mi è piaciuto nulla e non mi ha entusiasmato tutto! Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più da parte loro, conoscendo i loro album e split.
E detta proprio sinceramente, cosa invece vi è piaciuto e cosa no della vostra?
A me tutto è piaciuto, sono veramente soddisfatto di questa uscita (anche se la sessione in studio è di un anno fa oramai). Magari un paio di miglioramenti sui suoni dei brani avrebbero aumentato il “godimento” nell’ascolto… Però per il resto niente di cui lamentarmi.
Personalmente ho trovato gli Antigama un po’ troppo fuori dagli schemi nei loro quattro brani. Quando si parla di uno split si pensa a una sana martellata sonora, invece nel loro caso ci troviamo dinnanzi a canzoni un po’ troppo orecchiabili. Una sensazione che avete avvertito anche voi?
Tutto è orecchiabile a questo mondo… Dipende da chi sta ascoltando o meno. Credo che gli Antigama non abbiano pensato se questo brano fosse “commerciale/orecchiabile” o meno. Sono andati in sala prove, l’hanno scritto, l’hanno registrato e via senza stare lì a farlo per piacere a più persone… Volevano dire una cosa per questo split e l’hanno detta. Per come la vedo io sono tutto tranne che orecchiabili i loro quattro pezzi, per quanto non mi siano piaciuti molto. Ripeto comunque che non è nostra intenzione passare per un gruppo grind, seriamente potrei smettere di suonare coi Psychofagist se fosse così! Questo tipo di “etichetta” non la vogliamo, al massimo si può dire che abbiamo parti grind dentro ma ciò non toglie che ci siano anche momenti math, estremi, jazz, improvvisati e quant’altro… Non siamo solo grind! (scusate se insisto ma ci tengo a questa precisazione che porta sempre la gente a scambiarci per qualcosa che non siamo al 100%).
Lo split doveva esser pubblicato la primavera scorsa. Cosa ha portato tutto questo ritardo? C’è mai stato un momento in cui avete pensato che sarebbe saltato tutto?
La figlia di uno dei Antigama ha avuto gravissimi problemi di salute verso febbraio/marzo dello scorso anno (ora dovrebbe stare meglio,e glielo auguro vista la giovane età) quindi ha spostato il tutto in avanti. Poi problemi con le grafiche hanno allungato ulteriormente i tempi e alla fine ce l’abbiamo fatta a stampare questo split. Sulla seconda domanda direi di no, non ho mai pensato che potesse saltare. Al massimo l’attesa si sarebbe allungata ma saltare no, dopo tutti gli sforzi per tenerlo in piedi poi…
Nel vostro caso la crescita rispetto al precedente lavoro l’ho trovata evidentissima. Oggi oltre a fare caos sonoro riuscite persino nell’intento di mettere in piedi brani dalla metrica ineccepibile. Cosa è cambiato dai Psychofagist dei primi dischi a oggi?
Le metriche sono il “fondamento” Psychofagist da sempre, dagli inizi a oggi! Per il resto sì, siamo cresciuti moltissimo anche perchè con gli anni cambiano gli ascolti, la tecnica e i gusti, quindi ovviamente andiamo verso altri lidi. Poi ci è andata bene dato che stiamo “navigando” in mari prolifici a livello compositivo, anche se ci mettiamo tre mesi per completare un pezzo! Rispetto ai primi primi dischi sono entrato in causa io che non c’ero (sono entrato nella band nel 2007) e ovviamente ho portato a un cambio repentino rispetto al batterista precedente dato che siamo due persone abbastanza diverse… Con questo non voglio dire che fosse peggio lui… Anzi! Quindi sommando tutti questi fattori il “concetto” Psychofagist si è evoluto e si evolve di continuo, verso una forma musicale abbastanza astratta e “difficile” da capire. Molto più di prima direi.
Reputate possibile un tour in compagnia degli Antigama?
Sì, però tutto dipende da come sta la bambina di cui parlavo prima… Diventa difficile gestire determinate situazioni quando si hanno problemi di questo tipo. Appena saranno più tranquilli se ne riparlerà comunque. Dovremmo fare delle date con loro, non si sa quando ma le faremo!
L’est Europa è la vostra seconda casa visto che ci suonate ripetutamente. Perchè a vostro avviso questo tipo di audience è più recettiva? Questione di mentalità?
Questione di cultura, rispetto e voglia di mettersi in gioco in tutto. In Italia siamo fermi solo verso certi generi e verso quello che fa più “alternativo/da centro sociale”… Non lo dico perchè mi diverto o altro ma perchè è vero e non sono l’unica persona a percepire questa situazione ridicola che ci rende un paese di pecorelle in tutto e per tutto. Ovviamente andando fuori troviamo persone interessate e preparate per quel che proponiamo ogni volta live (anche in Italia ci sono, solo che sono veramente poche purtroppo), e dimostrano anche un degno coinvolgimento per una band che magari si è fatta 1000 km in un giorno e non desidera altro che avere un’accoglienza meritevole (che siano 4 persone come 200).
Nonostante la crisi in Italia continuano a uscire vagonate di dischi metal e affini spesso inutili. Visto che siete in giro da diversi anni una domanda… Ma i dischi si vendono ancora nel panorama metal italiano? Se non hai un disco fuori sei out in sede live?
Hai centrato il punto. No disco no live! Ed è giusto che sia così, i dischi li vendi solo ai live perchè ormai le persone prima devono ascoltarti dal vivo e poi dopo decidono che fare… Però pensiamo anche a questa cosa: tutti che si lamentano di non avere soldi per un CD e poi magari fumano un pacchetto di sigarette al giorno, smettete di fumare e con quei soldi vi comprereste almeno 160 dischi l’anno! E’ solo un esempio, che però riscontro in molti frequentatori di concerti hardcore/metal. Ti lamenti però spendi 5 euro a pacchetto al giorno e fai del male a te, a me, al mondo e finanzi qualcosa che è completamente sbagliato, poi parli di globalizzazione/sXe/monopoli… Pensiamola invece così: compro dischi (magari anche brutti) ma almeno aiuto chi si è fatto il culo in studio/saletta/live. Poi se me lo ascolto a palla in macchina o in casa e se fa cagare di certo non ti viene nessuna malattia, al massimo il malumore a chi ti è vicino! Ah, altra nota di demerito: basta comprare magliette per sembrare più fichi… Le t-shirt non entrano nel vostro lettore CD/stereo e non esprimono nulla… Oramai conta più quello che vedi che quello che senti.
Subordinate vi segue da ormai qualche anno. Come procede questo sodalizio?
Giampaolo (label manager – nda) mi odierà, già lo so… Non procede bene, ma non perchè lui è un furbo o altro! Il motivo è che lui è da solo e fare un lavoro del genere oltre ad avere un vero impiego, non è facile. Ci vogliono soldi, più persone e agganci giusti e mirati… Sinceramente non so se durerà il sodalizio con Subordinate per le prossime uscite, per come la vedo io.
Quali sono i migliori gruppi grind attualmente in circolazione a vostro avviso?
I gruppi grind non esistono più oramai… A parte quelli storici ancora in circolazione, che son ormai bolliti. Di band attinenti al genere che ho ascoltato in questi ultimi anni sono: The Arson Project, Rotten Sound, Afgund e Mumakil. Personalmente credo che il grind sia finito da tempo, oramai è solo una dimostrazione di chi è più potente a livello sonoro… Di espressione personale non trovo più nulla in queste band.
Cosa dobbiamo aspettarci dal 2012 in casa Psychofagist?
Bella domanda… Forse un’altra uscita e sicuro un 2/3 tour per l’Europa… Ah sì! Le maglie nuove (abbiamo fatto anche le girlies stavolta!!!)! Son cose importanti queste eh!
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