“Trust No One” di Hopes Die Last
gen 27th, 2012 | By Valentina Zardini | Category: Recensioni, Recensioni AlbumRecensione di di Luca Malinverno
Romani alla conquista del mondo. Questo sarebbe il titolo perfetto per definire la storia degli Hopes Die Last, combo la cui crescita nel corso degli anni è stata talmente spaventosa da indurre una label quotata in ambito alternative come la statunitense Standby Records a puntar forte su di loro. Fiducia ripagata nel migliore dei modi visto che oggi come oggi il gruppo capitolino è il classico sogno di ogni manager discografico: attivissimo in sede live e sinonimo di qualità in ambito discografico.
In “Trust No One” troviamo un gruppo ormai conscio del proprio potenziale, talmente rodato da poter essere tranquillamente paragonato ai big della scena screamo/alternative internazionale. Il disco in questione è una bomba ad orologeria curata nei minimi dettagli, cosa che evidenzia ancor più la crescita di una band che ai tempi di “Your Face Down Now” dava quasi l’idea di non prendersi troppo sul serio. Oggi, a furia di confrontarsi con nomi di caratura internazionale e con le nuove tendenze captate Oltreoceano gli Hopes Die Last hanno raggiunto livelli altissimi, portandosi appresso un biglietto da visita non da poco come “Trust No One”. In questo lavoro si possono apprezzare due lati diametralmente opposti del loro universo, quello più aggressivo dove growl e il muro sonoro messo in piedi farebbero impallidire anche il più duro di voi e quello più radiofonico fatto di ottime trame rock di chiara matrice americana e voce melodica accattivante. “Sidney Shown”, “Air Raid Siren” e “Life After Me Life After You” sono esempi pratici dell’ottimo lavoro svolto dal combo, il giusto mix tra furia live e il lato più intimo di questi musicisti. Unica nota stonata la scelta di introdurre nella scaletta del disco la cover di “Firework” di Katy Perry, decisamente il peggior brano dell’intero lotto. Se amate questo genere di musica mai come in questo caso sarebbe il caso di destinare i vostri soldi su un prodotto made in Italy come “Trust No One”. Non ve ne pentirete di certo.
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