Recensione di Annalisa Esposito
Dopo diversi anni trascorsi come cover band, i Silver Lake danno finalmente alla luce il loro album di debutto dal titolo omonimo, comprendente una bella ospitata di Michele Luppi. Il noto musicista della scena metal italiana e internazionale vi contribuisce con la traccia “Life”, dando un’inaspettata sfumatura rock al disco tendente invece al power/progressive ora scatenato ora melodico.
Sono queste due componenti a caratterizzarlo per tutta la durata, esasperandosi in alcune canzoni come “Before the storm” dove una lunga intro di potenti assoli si abbandona al cantato limpido e contrastante; o in “Holy affinity” in cui pause strumentali veloci si alternano alla voce più melodica, con alcune riprese che prendono però il ritmo delle chitarre e delle batterie più scattanti. La ballata al pianoforte “Meet of you again” riesce nella melodia ma un po’ meno nel testo, e risulta quasi una straniera in mezzo a questo sound che ci riporta a John Petrucci e soci, ma anche a classici dell’heavy con la cover di “Slave to the grind” degli Skid Row, riadattata molto bene in chiave prog senza farne perdere la sua essenza 80′s.
