Ci trovate anche su Facebook My Space Twitter
Accedi al tuo account | Registrati per partecipare
Amarone in Jazz

“Expo 86″ di Wolf Parade

ago 26th, 2010 | By | Category: Recensioni, Recensioni Album

La prima volta che la musica dei Wolf Parade ha incrociato le mie orecchie è stato nel 2005, all’epoca dell’uscita del loro debutto “Apologies To The Queen Mary”. Un disco fresco, frizzante, a suo modo teatrale, specialmente nell’impostazione vocale, ma anche in certi arrangiamenti. Di certo non un capolavoro, ma a suo modo originale, un disco da “band da tenere d’occhio”.
Ora a 5 anni di distanza e un album in mezzo, tornano con quello che dovrebbe essere il disco della maturità, ma anche della definitiva consacrazione. Un colpo da non sbagliare insomma.
E tutto sembra andare alla perfezione in questo “Expo 86″: composizioni mature, una tecnica che si è raffinata, una produzione praticamente perfetta e un Stephen Krug che abbandona la teatralità per un cantato più caldo, meno originale ma di sicuro impatto.
Ci sono poi el canzoni: “Palm Road”, “What DId My Lover Say? (It Always Had To Go This Way)”, “Little Golden Age”, “Ghost Pressure” e “Pobody’s Nerfect” sono quei pezzi per cui un gruppo indie alle prime armi farebbe carte false pur di scriverli.
Un disco che sembrerebbe non aver difetti, tranne uno: la voglia di strafare. Il lupo perde il pelo ma non il vizio insomma. Perché c’è da dire che questi ragazzi sono dei grandi musicisti con la continua voglia di “sperimentare” il proprio suono. Niente di male per carità, ma certe soluzioni risultano pacchiane ed esagerate, e a volte snaturano i pezzi togliendo loro l’immediatezza del centro sicuro.
Passo più lungo della gamba? Probabilmente si, perché per essere dei musicisti completi è si bene intricare la trama della composizione, ma anche riuscire a renderla il più amalgamato possibile. Una cosa su cui il gruppo deve ancora lavorare e che lo fa stare ancora sotto di qualche spanna a mostri sacri come Arcade Fire e Animal Collective.
Un disco da ascoltare e assimilare. E anche se non fa gridare al miracolo è comunque un lavoro che da fumo al 90% delle produzioni indie odierne. In fondo la classe non è acqua.

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Wikio IT
  • RSS
  • Print
  • email
Tags: , , ,

Leave Comment

Lascia questi due campi così come sono: