“Metamorphosis” di Amnesia
lug 29th, 2010 | By Valentina Zardini | Category: Recensioni, Recensioni AlbumRecensione di Irene Ramponi
Che questo ep degli Amnesia evochi atmosfere malinconiche e sognanti è fuori di dubbio. Il clima onirico è subito creato dalla voce di Elisa (nel suo cantato possiamo trovare delle reminiscenze, forse non a caso, dell’omonima cantautrice), supportata benissimo da un pianoforte in grado di dare un’impronta decisamente gothic e dark a tutto il lavoro, ed accompagnata inoltre da un accompagnamento di riff chitarristici decisamente puliti, limpidi e molto alternative rock.
Si possono poi trovare numerosi richiami agli Anathema, anzi, probabilmente gli Amnesia potrebbero essere definiti un po’ come la commistione tra un’Elisa Toffoli matura e la band gothic metal inglese.
L’influenza “elisante” si sente soprattutto nello stile del cantato, molto ben definito, morbido ma energico allo stesso momento, oltre che nella doppia tecnica di basare quasi tutto l’ep su pezzi in lingua inglese per poi lasciare all’italiano il pezzo che non è nient’altro che la trasposizione del titolo in inglese dell’ep, ovvero Metamorfosis; nel modo di cantare si possono scorgere anche notevoli e gradevoli melismi che ricordano molto lo stile di Sant’Elisa da Monfalcone.
La brillantezza sta nell’appesantire, in senso positivo, si potrebbe anche dire, nel rendere più hard le sonorità, che si caricano un po’ di metal melodico e di alternative rock abbastanza tirato ma mai grezzo, al contrario parecchio raffinato, oltre che di qualche venatura progressive.
Il gruppo mostra carattere, personalità, e sound cristallino ed argentino, oltre che contropalle; se vi dicessi che il cd è stato registrato a cavallo del terremoto d’Abruzzo (gli Amnesia sono de L’Aquila), non ci credereste!
Quando il pop incontra il rock, se ne innamora, si accoppia con esso, forma una nuova entità che non è detto sia sgradevole, anzi: la nuova creatura si rivelerà decisamente con una marcia in più.
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