“Primo piano” di L’Or
lug 27th, 2010 | By Valentina Zardini | Category: Recensioni, Recensioni AlbumRecensione di Angela Mingoni
L’amore è in “Primo piano” per i “L’or”.
Dopo tre anni di assenza (esordiscono infatti nel 2007 con “Intimo Pensiero 1e 2”), ecco un assaggio di quello che sarà il loro secondo lavoro; un EP (prodotto da One E Music/ EMI) con cinque canzoni cariche di rabbia, risentimento e vendetta (“Quelle volte“).
Se scegli di parlare d’amore come minimo lo devi fare bene. Devi scovare la formula giusta per non cadere nella trappola della banalità più assoluta, perché da quella non risali. E il lavoro del gruppo veronese imbocca la strada giusta attraverso testi che esprimono un forte senso di amarezza, anche se, ammettiamolo, sembrano un po’ forzati. Sono velati da una sorta di patina, come se bramassero d’essere originali a tutti i costi, come se l’originalità
dovesse essere obbligatoria per sembrare un gruppo tosto e alternativo. Ma, in realtà, queste costrizioni non sarebbero affatto necessarie, perché le idee ci sono e sono anche buone.
Prendiamo ad esempio “Io per te”. L’intro di chitarra (che evidenzia uno stampo decisamente rock)la rende subito una canzone estremamente orecchiabile, con un ritmo sempre più incalzante il cui culmine coincide con l’apice del rimpianto per una storia troppo breve e finita male.
Probabilmente in pochi sanno che si tratta del singolo portato dai L’or a Sanremo e presentato nella sezione Nuova Generazione proprio quest’anno. Si sa che il palco dell’Ariston è un enorme trampolino di lancio per tutti i giovani artisti, ma d’altra parte è sempre necessario scendere a compromessi per poter prenderne parte (nonostante si voglia far vedere il contrario, l‘aria bigotta e limitante è sempre in agguato). Per cui questa partecipazione stride un po’ se
si pensa all’ultima canzone dell’ep: “La Corte dei Miracoli”, dove feroce è la critica a chi si svende per fare successo e si conforma ad un mercato che chiede lustrini, sorrisi forzati e tanta ipocrisia.
Ma si tratta di una contraddizione che passa in secondo piano quando si ascoltano canzoni come “La notte svela” , dove assistiamo ad una svolta fortemente elettronica. La cosa più interessante è sicuramente il cambio di voce (quella di Alex Life): calda, avvolgente, profonda che diventa duetto nel ritornello aggiungendo quel brio pop che non guasta mai.
Lo stesso vale per “Quelle volte”; ancora distorsioni che creano un ritmo danzereccio che pecca leggermente nel pallido tentativo di controcanto, in inglese, che forse era meglio evitare.
L’unica ballata è”Il tuo vizio”, il pianoforte ci accompagna in questa atmosfera romantica, tipica della più tradizionale canzone d’amore.
Il risultato è davvero buono, coinvolgente e poco banale. Riuscire a non far ricordare altri gruppi importanti sulla scena italiana è sempre particolarmente difficile, ma qui non esistono plagi. La combinazione di generi così diversi tra loro è il tocco di classe che fa di questo EP una buonissima pubblicità per l’album completo, la cui uscita è prevista per fine anno, inizio 2011.
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