13/07/2010
La redazione di Sound Magazine incontra Inhale Your Hate, quartetto metal/hardcore veronese. Attivi dal 2006, hanno recentemente pubblicato il loro disco di debutto intitolato “Terrorized By Reality”. Risponde alle nostre domande il cantante John.
Domande a cura di Irene Ramponi
Come mai la scelta di partire dall’hardcore e di rimanergli fedeli?
Il Progetto Inhale Your Hate è nato proprio per suonare hardcore e con il tempo miscelare a questo altre influenze in modo da rendere il sound più personale e cercare di evitare scontatissimi clichè in cui inciampano moltissime bands… fondamentalmente l’attitudine hardcore ci piace e la nostra speranza è quella di cercare di lasciare un segno in questa scena e di rimanere distanti dalle logiche e comportamenti da fottute rockstars.
I vostri testi sono molto diretti; chi li scrive? In breve, quali sono le tematiche?
Mi occupo io dei testi e cerco sempre di essere molto diretto evitando tematiche troppo introspettive che risulterebbero sofisticate e multi sfaccettate per l’ascoltatore; questo modo di scrivere è dettato anche dalla stessa musica che facciamo che, senza tanti virtuosismi, arriva subito al sodo violenta come “un pugno nelle gengive” (ride)…. Già il titolo del disco ben identifica le tematiche trattate che si muovono dal rifiuto delle logiche di una società moderna improntata esclusivamente sull’egoismo, l’arrivismo e la lesione dei diritti umani a scopo di profitto oltre alla condanna degli impatti violenti che possono avere gli attuali media.
Quella che dipingiamo in questo disco è una realtà fatta di atteggiamenti di indifferenza e apatia verso un sistema che col tempo ci sta drogando, ci rende schiavi sottoponendoci a continue paure e ansie e ci fa precipitare nel baratro dell’odio considerato come unica “arma di sopravvivenza”.
E chi pensa invece alla musica?
Ogni nostro brano ha inizio da una serie di riff di chitarra e a volte da jam improvvisate in cui si possono trovare dei buonissimi spunti per rimodellare alcuni passaggi durante la fase di arrangiamento prima di realizzare una pre-produzione.
Raccontateci qualcosa dell’esperienza Verona HC, una realtà molto importante.
La VRHC è una realtà territoriale che ormai, dopo più di due anni dalla sua nascita, è molto conosciuta in ambito nazionale…la loro filosofia è basata sul principio “DO IT YOURSELF” cioè l’arte di arrangiarsi e infatti questi ragazzi/amici (che mi piace definire come angeli custodi) si sbattono come dei matti per organizzare eventi, festival e fare dei veri e propri “scambi culturali” con band straniere e tutto questo senza nessuno scopo di lucro…una realtà come questa è semplicemente meravigliosa e fa solo del bene ad una scena underground come quella in cui anche noi “operiamo”… senza una crew come questa la strada, anche per noi, sarebbe molto in salita quindi invito tutti gli appassionati a supportare la VRHC www.myspace.com/vrhc.
Quali sono gli elementi, secondo voi, che deve avere un live o un festival per essere quasi perfetto?
Fondamentalmente per realizzare un vero live coi “contro …..” bisogna trasmettere passione, la stessa che si mette quando si forma una band e si è pieni di entusiasmo. Bisogna pensare ad un live act come ad una occasione unica per esprimersi e quindi anche per rispetto degli spettatori, pochi o tanti che siano, si deve cercare di dare il massimo; purtroppo spesso capita di vedere delle bands che sul palco hanno un atteggiamento freddissimo e i cui elementi non hanno un minimo di feeling tra loro oppure si trovano li solo allo scopo di apparire.
La scena thrash-hardcore è cambiata nel tempo, rispetto agli Anni ’80 e ’90 o è rimasta tale e quale?
La scena è cambiata anche se i principi chiave e l’attitudine rimangono gli stessi. L’hardcore ha subito un processo di modernizzazione dall’inizio del nuovo millennio e questo gli ha permesso di essere più diffuso e apprezzato in quanto la nuova scuola l’ha potenziato con alcuni elementi tipici del groove metal o del trash mettendo così d’accordo ascoltatori diversi. C’è da dire che ormai la tecnologia è cambiata di brutto quindi ora alcune formazioni realizzano dei dischi super-prodotti che non cambiano i canoni della scena ma potrebbero suonare come troppo “finti” e dotati di una pulizia sonora che ahimè si distanzia dal suono più grezzo e caldo dei vecchi tempi.
Cosa vi ha spinti a suonare insieme?
Durante il nostro percorso abbiamo subito qualche cambio di line up che ora ci ha permesso di ottenere una tranquillità che prima non riuscivamo a raggiungere. Noi 4 oltre ad essere buoni amici ci supportiamo a vicenda e in questo modo tutto quello che facciamo ci valorizza. Ti posso dire che c’è una meravigliosa alchimia tra di noi che ci rende molto coesi e questo giova moltissimo sia per i live acts sia durante i vari songwriting.
I pregi ed i difetti dell’essere musicisti underground, controcorrente rispetto alle esigenze del mercato.
I pregi riguardano il fatto di riuscire a suonare ciò che ci piace e nel modo in cui ci siamo imposti di farlo senza limiti e obblighi commerciali; i difetti…beh direi i soliti i maggiori sacrifici nell’imporsi nel panorama musicale per esempio oppure l’impossibilità di trattare questo progetto come un lavoro: in effetti il panorama underground è pieno di talenti e personalmente mi considero un cultore di questo ambiente ma spesso gli stessi sono “al verde”.
Contate di diventare musicisti professionisti e di vivere della vostra musica oppure manterrete un piede nella vita di tutti i giorni?
Vivere della propria musica e soprattutto “senza compromessi” è il sogno di qualsiasi band del nostro calibro, ma nel frattempo, quando teniamo gli occhi aperti, siamo costretti a mantenerci coi piedi per terra e quindi portare avanti le nostre vite considerando gli impegni lavorativi. Anche questo è un elemento che comporta un gran sacrificio ma lo facciamo con naturalezza in quanto crediamo fermamente nella nostra musica e nei nostri obiettivi.
Cosa avete in ballo per la promozione del vostro album? E’ prevista una tournée?
Abbiamo un release party fissato per sabato 24 luglio qui a Verona e per l’occasione suoneranno i PAURA una band brasiliana da “paura!” (ride) poi continueremo partecipando ad alcuni festival estivi molto interessanti e pieni di bella musica e successivamente, con la nuova stagione, proseguiremo con la promozione del nostro disco nei vari club in giro per l’Italia… appena avremo la possibilità cercheremo anche di espatriare … mi raccomando supportateci! www.myspace.com/theinhaleyourhate.


Ottima band questi INHALE YOUR HATE, dannatamente on your face! e ottime persone! Ciao raga….non dimenticatevi del vostro ex batterista!
Sto ascoltando l’ultima produzione… un sound davvero aggressivo e d’impatto con diverse digressioni originali… complimenti a voi!