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“Am:Pm” di Dufresne

Nei loro sei anni di esistenza i Dufresne hanno accumulato un curriculum spaventoso per un gruppo (ormai non più) underground. Support acts a gruppi come Underoath, Architects, Pleymo, From Autumn To Ashes, Since By Man, The Bled e i nostrani Linea 77, tour attraverso mezza europa, compresa l’ultima e turbolenta “campagna di Russia”, senza dimenticare i due album “Atlantic” e “Lovers”, quest’ultimo registrato negli Stati Uniti e pubblicato dalla Universal. Sei anni grandiosi in cui il quintetto vicentino ha saputo evolversi plasmando anno dopo anno la materia post hardcore che accompagna i Dufresne dai loro esordi.
Questo “Am:Pm” segna una svolta per il gruppo per due motivi: l’abbandono dell’Universal in favore della più piccola Wynona Records e, soprattutto, la definitiva maturazione del loro sound. I dodici pezzi che compongono il nuovo lavoro, infatti, segnano l’abbandono del post hardcore in favore di un alternative rock potente e compatto. Non preoccupatevi, il classico sound Dufresne c’è ancora, ma ha deciso di crescere verso qualcosa che non rimanesse chiuso in schemi ristretti. L’alchimia tra i musicisti ha raggiunto livelli mostruosi e le canzoni si amalgamano alla perfezione come non erano mai successo in precedenza, segno che l’esperienza accumulata in anni di tour ha iniziato a dare i suoi frutti. Le canzoni sono assalti all’arma bianca che mischiano sapientemente potenza e melodia, alternando il cantato inglese a quello italiano: “Keep This Party Going”, “While City Sleeps”, “Omega” si alternano a potenziali singoli come “Bagliori Nel Buio” e “L’Ultimo Sole”, passando per gli intermezzi elettronici (“Am”) e simil dubstep (“Pm”), fino all’ultima e dolce “Midnight”. Un lavoro che conferma ulteriormente il potenziale di un gruppo che meriterebbe un’esposizione ancora più grande di quella attuale. Un gruppo che meriterebbe rispetto solo per il fatto di essersi fatto il mazzo per anni, in barba a tutti i gruppettini che affollano il panorama alternative/underground nostrano. Questo “Am:Pm” è la miglior risposta a tutti quei detrattori che avevano messo in dubbio la bontà di questo gruppo: musica che vince su gossip e pettegolezzi assortiti. Certo è che il gruppo continuerà ad andare avanti per la propria strada, incurante di insinuazioni e commenti da bar.
Ah si quasi me ne dimenticavo: questo disco è candidato a diventare una delle migliori uscite del 2010 per quanto riguarda il panorama alternative nostrano. Chapeau.

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1 Commento

  1. Tweets that mention Recensione "Am:Pm" di "Dufresne" | Sound Magazine -- Topsy.com - 18 maggio, 2010

    [...] This post was mentioned on Twitter by Sound Magazine. Sound Magazine said: “Am:Pm” di Dufresne: I dodici pezzi che compongono il nuovo lavoro, infatti, segnano l'abbandono del post hardcore… http://bit.ly/bxrPPK [...]

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