“Quanti ne sacrificheresti?” sulla carta è l’album di debutto del gruppo veronese Facciascura. Solo sulla carta poichè non parliamo di una band emergente, ma di musicisti che suonano insieme da una decina di anni. Dettaglio non trascurabile, poichè è palese fin dal primo ascolto che è un disco maturo, che sa benissimo da dove vuol partire e dove vuole arrivare. I Facciascura hanno le idee chiare. Di fatto questo gruppo sa proporre e suonare bene il proprio genere, arricchito dalla collaborazione con Andrea Viti (Karma e Afterhours), Giancarlo Onorato (Underground Life) e David Moretti (Karma), che ha partecipato al brano “Il cielo” (uno dei più belli del disco a mio avviso), e lo fa con un pizzico di malinconia verso il passato. Nascendo artisticamente a fine anni Novanta risentono infatti molto delle sonorità indie-rock del rock italiano di quel periodo, nota positiva per i nostalgici quanto negativa per chi si aspetta di ascoltare una proposta fresca ed innovativa. Senza negare la loro bravura come musicisti, spesso però mi sono ritrovata a soffermarmi sui testi, perplessa. Ho avuto l’impressione che fossero a volte ridondanti, esagerati, desiderosi d’esser corrosivi o d’impatto a tutti i costi, persino nelle ballate. Non ce n’è bisogno, è evidente che siano artisti di spessore, senza dover far tracimare parole dal bordo della propria sensibilità e del proprio gusto.
“Quanti ne sacrificheresti?” rimane un disco di debutto scritto e registrato benissimo, di innegabile qualità, ma a mio avviso andrebbe spogliato di qualche strato in eccesso per apprezzarlo al meglio. La semplicità premia persino nel rock.

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