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“Non so che giorno è oggi” di Syrah

I Syrah son giovani e devono essere cresciuti a pane e brit pop a giudicare dalle influenze presenti in “Non so che giorno è oggi”.
Brit pop e punk-rock melodico sono infatti i generi che sono più facilmente individuabili in questo disco di debutto.
Le sette canzoni, seppur scritte con indubbio entusiasmo, soffrono di forte ingenuità compositiva, sia nei testi talvolta banalotti, che negli arrangiamenti, che pur essendo piacevoli, non brillano di originalità. Se in più si aggiunge un cantato “alla Oasis”, molto nasale, si capisce come mai ti resta un po’ di perplessità dopo aver ascoltato tutto d’un fiato il disco.
Non basta saper mettere insieme pezzi orecchiabili e spensierati per creare un disco di spessore e credo che nel caso dei Syrah avrebbero dovuto seguire più il filone di “Revolution Mania” per essere più accattivanti e mostrare la grinta che serve per emergere. Il talento non manca, a mio avviso serve solo tempo per affinare il proprio stile, in modo da non lasciare sul palato di chi li ascolta un gusto di acerbo.
Niente è perduto, grazie all’esperienza i gruppi spesso trovano un proprio modo valido d’esprimersi e col tempo sanno valorizzarsi. Forza ragazzi, la strada è tanta ma l’entusiasmo e la voglia di suonare aiutano gli audaci!

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