30/03/2010
La redazione di Sound Magazine incontra i Nemesi, giovane quintetto proveniente da Como/Lecco, autori di un sound che prende a piene mani dal crossover e dalla musica alternative. Hanno appena pubblicato il loro primo lavoro tramite Rude Records. Parla con noi Gilbe, cantante del gruppo.
Domande a cura di Michael Simeon
Nemesi è un nome che riecheggia da molti mesi nel panorama underground nazionale. Nemesi sono una macchina da ascolti su myspace. Ma chi sono i Nemesi?
I Nemesi sono: (io) Gilbe alla voce, Ale al Synth e voce, Albo al basso, Pelle alla chitarra e Gionson alla batteria.
“L’Alba Dei Morti Viventi” è il vostro album di debutto per Rude Records. Vorreste dirci qualcosa a riguardo?
“L’Alba dei morti Viventi” e’ un disco che parla della disillusione post-adolescenziale..
Parla esattamente di quel momento in cui scopri che la vita adulta e’ meno facile di come pensavi.
Non so voi, ma io da bambino non mi immaginavo di certo di essere cosi a 30 anni. E’ un disco sincero, dove abbiamo girato poco intorno alle cose.
Dentro quel disco volenti o nolenti ci sono sigillati i Nemesi.
Il vostro sound rimanda al crossover , ma più che come genere musicale direi come concezione di mix di vari stili, un po’ come accadeva nei primi anni 90. Chi vi ascolta per la prima volta non può che pensare ai Linea 77 , con cui “condividete” alcuni aspetti tra cui la timbrica vocale, anche se ridurvi a dei meri cloni sarebbe ingiusto nei vostri confronti.
Qual è la vostra concezione musicale? Quali stili abbracciate?
Ovviamente il punto di partenza e’ il crossover classico, ma provenendo come ascolti da mondi musicali differenti mescoliamo spesso generi diversi in quello che facciamo.
Nel disco “L’alba dei morti viventi” puoi trovarci delle punte di metal, rap, rock, punk, hardcore, elettronica..
Come vi ponete nei confronti del rap/hip hop? Anche se non direttamente, sono riuscito a intravedere alcune similarità, specialmente nell’applicare un approccio diretto e sincero per quanto riguarda le tematiche delle vostre canzoni. Cosa ne dite?
Per non offendere nessuno, noi non siamo rapper, usiamo questa forma di linguaggio perche’ e’ la piu’ comoda che abbiamo, ci permette di esprimere piu’ cose in poco tempo…ma non abbiamo la pretesa di esser dei rapper e nemmeno ci interessa.
Come siete venuti a contatto con la Rude Records?
Attraverso un amico in comune che credeva in noi che e’ MAssimo Luca che ci ha permesso di conoscere la Rude records 2 anni fa. Da li e’ partita la nostra collaborazione con loro che ci ha portato alla realizzazione del disco.
Il vostro genere non è proprio all’ultimo grido, e forse questo gioca a vostro favore in quanto ad originalità, però potrebbe risultare ostico nell’integrazione con il restante panorama alternative nazionale. Come vi ponete nei confronti di quest’ultimo?
Bhe’ preferiamo essere noi stessi, facendo un genere che sentiamo nostro, anche se questo vuol dire essere paragonati ai Linea 77, che metterci a copiare come tutti quanti il “Teatro degli Orrori” o “Le luci della centrale elettrica”.
Poi il panorama alternative italiano, soprattutto negli ultimi anni, e’ molto valido..
Ci sono gruppi che meriterebbero molta piu’ visibilita’ di quella che hanno, ma come in ogni cosa, si tende a spingere sempre la sicurezza del “vecchio” che l’incognita del “nuovo”.
Avete iniziato la promozione del nuovo lavoro? Avete in programma qualche tour?
Per ora stiamo terminando il nostro primo video, del pezzo “Bla bla bla” quando sara’ completo (molto presto) ci muoveremo per organizzare il tour sperando di farlo bello fitto di date.
C’è qualche gruppo che vorreste consigliare ai nostri lettori? Magari è anche una buona occasione per supportare qualche vostra band amica.
I gruppi con i quali suoniamo spesso sia per amicizia che per rispetto artistico sono sicuramente i Nevrastena (www.myspace.com/nevrastena) e i Vintage Violence (www.myspace.com/vintageviolenceband) che vi consigliamo di andare subito ad ascoltare !!
Bene ragazzi, grazie mille per l’intervista. C’è qualcosa altro che vorreste dire ai nostri lettori?
Per prima cosa vi ringraziamo per l’intervista, successivamente consigliamo a tutti di ascoltare “L’alba dei morti viventi”!!


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