“2″ di Retribution Gospel Choir
feb 1st, 2010 | By michael | Category: Recensioni, Recensioni Album
E con l’inzio del 2010 arriva anche il secondo capitolo della discografia dei Retribution Gospel Choir, side-project di Alan Sparhawk, chitarrista e cantante dei Low.
Dello slowcore e della sperimentazione di questi ultimi però non c’è traccia, anzi sembra proprio che Sparhawak liberi tutta l’energia trattenuta negli anni dalle ritmiche lente del suo gruppo principale.
Rispetto al graffiante esordio, questo “2″ punta molto sulle aperture melodiche, regalando un rock forte e compatto che attinge dagli anni 60 e 70, contaminandolo con il powerpop e con qualche incursione nel country rock. Una miscela che, seppur non originalissima, ci regala una mezzora di rock anthemico e passionale, decisamente ben suonato: la batteria picchia bene, le batterie sferzano accordi che si amalgano perfettamente con le melodie delle linee vocali.
L’originalità purtroppo latita, segno anche di un songwriting più istintivo e meno ricercato: canzoni come “Hide It Away”, “Your Bird”, “Working Hard” e “White Wolf” possono fare la loro bella figura su qualche stazione radio americana, ma non aggiungono nulla a quanto già scritto nella storia del rock, e finiscono nel dimenticatoio della mente subito dopo averle ascoltate. Più interessanti pezzi come “Poor Man’s Daughter”, “Electric Guitar” e “Bless Us All”, che coinvolgono di più con i loro ritmi rallentati e con un minimo di sperimentazione che li porta a non cadere nel calderone del già sentito.
Un album che scivola via senza infamia e senza lode, limitandosi a svolgere il suo compitino, nonostante la bravura dei musicisti. Se lo si considera per quel che è, ovvero un side-project, si può perdonare a Sparahawk questa “scappatella”, magari sorridendo al pensiero che qualcuna di queste canzoni possa fuoriuscire dalle casse di un fast food polveroso situato lungo qualche highway americana.
Se invece si vuole proprio dare una valenza seria al progetto, meglio cercare altrove, almeno per quanto riguarda la musica contenuta nell’album. E magari incrociare le dita nell’attesa dell’uscita di un nuovo album dei Low.
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