Intervista con Troubled Heads
gen 28th, 2010 | By Valentina Zardini | Category: Interviste
28/01/2010
Sound Magazine incontra i Troubled Heads, giovane band punk genovese che ha da poco pubblicato l’album “Irritant” (leggi qui la recensione di Sound Magazine) con Wynona Records.
Domande a cura di Michael Simeon
Pronti, attenti, via! Innanzitutto con chi ho il piacere di parlare e che ruolo hai nel gruppo?
Matte, il chitarrista.
Potresti farci una breve introduzione del gruppo per chi ancora non vi conosce?
Siamo un gruppo punk che suona da un po’ di tempo in giro. Una volta una recensione ci definì così: “come se i Rancid facessero cover dei Green Day”. Direi che rende bene l’idea.
Il vostro nuovo album “Irritant!” è uscito recentemente nei negozi grazie alla Wynona Records. Come stanno andando le vendite? Che ricordi hai del periodo di creazione del lavoro?
Le vendite non so come stiano andando, Wynona ancora non ci ha detto nulla. Scrivere e registrare i pezzi è stato quasi necessario perché eravamo appena tornati da un tour nell’est Europa andato strabene e volevamo avere un pretesto per ritornarci il prima possibile. Così ci siamo messi a fare i nuovi pezzi. Le registrazioni le ha curate Matteo Ricci che aveva fatto anche il nostro primo disco al CDM studio di Genova, come sempre siamo stati benissimo e ci siamo divertiti un casino.
Il vostro suono sembra abbracciare gli ultimi 20 anni di quello che può essere considerato il punk rock moderno, un incrocio tra Social Distortion e Rancid. Che ne dici? Quali sono i gruppi che vi hanno maggiormente ispirato?
Quelli che hai detto tu sicuramente tanto, sopratutto i Rancid. Poi altre band californiane tipo i Green Day, Offspring , MR.T Experience e tante altre. Alla fine questo genere lo ascoltiamo da quando siamo ragazzini e tutti i gruppi che conosciamo ci hanno influenzato in qualche modo.
Per quanto riguarda i testi chi li scrive? E da dove trae ispirazione?
Per la maggior parte di questo disco, io. L’ispirazione boh non saprei, un po’ da tutto, dalle persone alle situazioni che vivo. Delle volte funziona proprio in maniera strana… Inizialmente i testi parlano di cose che riguardano me, poi mentre scrivo li collego ad altre cose che apparentemente sembrano non centrare granché, cosi mi rendo conto che una canzone che doveva parlare di una cosa, alla fine sembra che parli di tutt’altro. Per farti un esempio “Straight to nothing” all’inizio parlava del mio primo lavoro. Poi chissà per quale motivo mentre la scrivevo mi ha fatto venire in mente una frase di “The Mercy Seat” di Nick Cave che dice “The face of Jesus in my soup” riferito all’ultimo pasto che facevano i condannati a morte, che trovavano la faccia di cristo sul fondo del piatto quando avevano finito di mangiare. Da lì in poi la canzone ha preso una sfumatura diversa e se leggi il testo ora, è impossibile capire che l’avessi concepita per “descrivere” un lavoro.
Come primo singolo/video avete deciso di puntare su “Man In Black”, cover di Johnny Cash. Come mai avete optato per questa canzone e non su una delle vostre?
Il video di Man in Black alla fine è nato velocemente, le riprese utilizzate sono di quando abbiamo suonato al Breakout Festival 09, montate insieme a immagini di telegiornali. L’abbiamo fatto perché poteva essere pronto in pochissimo tempo e quindi non ci siamo stati a pensar su più di tanto.
State promuovendo il disco dal vivo? Come stanno andando le date?
Per ora rispetto al solito ne abbiamo fatte poche perché gireremo il video di “Cigarette&Valentine” a febbraio, poi organizzeremo un tour con Wynona Records per stare un bel po’ in giro. Comunque il 19 febbraio suoniamo al Lukrezia di Genova e il 26 a Mondovì (CN).
Come vi trovate a suonare un genere che non “tira” più di quel tanto nel mondo dell’underground musicale italiano? Qual è il vostro rapporto con gli altri gruppi italiani?
Non vedo come una cosa negativa il fatto che il punk rock ora sia seguito di meno, è un genere che esiste sempre ma a volte è cagato di più e altre di meno, dipende anche dalla moda del momento. Tra i gruppi ci si da una mano quando serve, siamo tutti sulla stessa barca.
Sempre restando in tema di gruppi, ce n’è qualcuno che consiglieresti ai nostri lettori?
I Bad (Love) Experience, mi direte grazie se non li conoscete ancora!
Bene, grazie mille per l’intervista. Vuoi lasciare un saluto ai nostri lettori?
Un saluto a tutto lo staff e ai lettori di Sound Magazine! Grazie mille per lo spazio e a presto!
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