“89″ di The Bear Quartet
gen 27th, 2010 | By Valentina Zardini | Category: Recensioni, Recensioni Album
Con “89″ i The Bear Quartet festeggiano i primi vent’anni di carriera e lo fanno tornando alle origini, a quel lontano 1989 degli esordi.
I musicisti svedesi vantano quindici album pubblicati e almeno altrettanti ep, eppure nonostante la critica li abbia da sempre osannati, non sono mai riusciti a vendire un grosso quantitativo di copie.
E’ ingiusto, ma del resto stiamo parlando di indie-rock, uno dei generi più invidiati, corteggiati e riveriti, ma mai pesati su una bilancia corretta.
Devo esprimere tutta la mia frustrazione al riguardo, perchè “89″ è un album di tutto rispetto, suonato con istrionica bravura, che (spero di sbagliarmi) passerà in sordina, almeno in Italia.
Quest’ultimo lavoro è stato registrato in soli cinque giorni, ma non è per nulla rozzo nè manca di cura negli arrangiamenti. Le chitarre soffocano i computer, nonostante il pezzo d’apertura “Helmet” sia lanciato da un elettro-loop mica da scherzo. Il rock vince sui sintetizzatori, che tendono, quando presenti, a dare un senso di completezza e un profumo fine anni Settanta-anni Ottanta che fa venire l’acquolina in bocca.
Caspita, loro suonano dagli anni Ottanta e portano con sè un bagaglio dark-new wave-punk innato, questa è la loro forza. Sembra che i pezzi vengano loro con una semplicità scontata, mentre di ovvio qui non c’è nulla.
Questa naturalezza fa apparire il disco forse poco irruento per gli standard del rock a cui siamo abituati, ma in realtà è un’opera imponente e per niente sobria.
La ciliegina sulla torta sono i testi, che come lame arrivano al punto e lo fanno sanguinare e sardonicamente vengono cantati con voce fine, incastrati in pezzi orecchiabili e melodicamente ineccepibili.
“89″ è un album che racchiude tutta l’esperienza, l’affiatamento e il talento dei quattro orsi svedesi, che possono essere senza timore accostati a gruppi ben più noti come Motorpsycho, Wintersleep, Wilco, Gomez e The Appleseed Cast.
Ho azzardato troppo? Ascoltate il disco e poi ne riparleremo.
Facebook
My Space
Twitter
