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IL VORTICE
Romagna Nostra

Ludovico Einaudi – Verona – 01/12/2009

dic 2nd, 2009 | By Valentina Zardini | Category: Recensioni, Recensioni Concerti

ludovico einaudi liveUn’entrata in punta di piedi, nella penombra, ha sancito l’inizio dell’ascolto (o forse meglio dire lettura) di “Nightbook”, l’ultima opera di Ludovico Einaudi.
Un ingresso lieve, nascosto dagli abiti scuri, all’eleganza del Teatro Filarmonico, che ha fatto da splendida cornice al concerto.
Non ci si può far ingannare però dall’impostazione “classica” della serata, poichè uno dei grandi pregi di Einaudi è proprio sapere coniugare una visione della musica alta e nobile con un’impronta moderna e ad ampio raggio.
Facile notare tra il pubblico persone di tutte le età, segno che quando la musica è coinvolgente, toccante e soprattutto splendidamente suonata, non ci sono barriere d’età, cultura o di moda che tengano.
Che i brani fossero magistralmente suonati l’ho già detto, ma nell’aria c’era qualcosa in più, un filo invisibile che collegava “Nightbook” e il suo accento “onomatopeico” alla cura dei dettagli: il fruscio, tutto ciò che riempiva e completava il sottofondo. Questo è quello che vorrei sempre avere da un concerto, la sensazione tattile di ciò che l’artista vuole esprimere, un fermo immagine costante ma mutevole.
Tutto questo è stato aiutato dalla scelta di una scaletta estremamente indovinata, dinamica, che ha previsto la presenza nella maggior parte dei brani dei musicisti, alternata a parti soliste, che hanno saputo donare diversi tipi di pathos, da momenti corali e coinvolgenti e quelli più intimisti.
La particolare scelta di inserire il synth, violino, chitarra, basso, viola, tamburo, xilophono, glockenspiel, togliendo la batteria si è rivelata essere un raffinato modo per veicolare il suono in modo sinuoso ed originale.
La sinergia tra Einaudi ed i suoi musicisti è forte, tale da farsi “contaminare” vicendevolmente, da rendere al meglio (con cuore e talento) un’esecuzione già in partenza impeccabile.
Se questa prima tappa italiana del tour europeo è per lui “un ritorno a casa”, lo è stato anche per me, poichè il suo entusiasmo è riuscito ad arrivare a me (e a chi probabilmente era presente ieri sera) senza filtro alcuno, sorprendendo in punta di piedi.

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