“Crawling in the rush hour” di Verme Robots
ott 13th, 2009 | By Valentina Zardini | Category: Recensioni, Recensioni Album
L’album di debutto dei Verme Robots è un percorso ipnotico ed asciutto. Niente fronzoli, nè eccessi, “Crawling in the rush hour” ha suoni robusti e precisi. Non è semplice descrivere che genere contraddistingua queste canzoni, poichè hanno parecchie influenze e contaminazioni. Si va infatti dall’irruenza del post-core, ai ritmi destrutturati del math-rock, al crossover fino al progressive.
Il filo conduttore dell’intero lavoro è l’atmosfera scura, scandita da testi in inglese introspettivi grondanti di rabbia e malinconia. Inquietanti anche i disegni del booklet, che sembrano voler seguire il mood imprevedibile e “sconnesso” dell’album.
Il risultato è potente, anche se forse avrebbe potuto esserlo di più, diventando una vera bomba emotiva se avessero seguito con più coraggio una strada ragionata verso la sintesi dei vari generi proposti. Così facendo avrebbero forse trovato una combinazione accattivante, senza sbavature nè intoppi. Talvolta infatti s’avverte un sentore d’incertezza, che lascia un po’ disorientati.
Essendo questo il primo album (senza considerare i due precedenti ep) e considerando la loro passione per ciò che fanno, credo che i Verme Robots abbiano le carte in regola per trovare un connubio affascinante, che riesca a colpire e stupire in modo “sotterraneo” ma efficace. Da tenere d’occhio.
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