I Brand New sono un gruppo atipico, lo si è capito da tempo. In nove anni hanno realizzato quattro album diversi tra di loro, partendo dal semplice ed efficace pop punk di “Your Favorite New Weapon”, passando per l’alternative rock di “Deja Entendu” fino al rock introspettivo di “The Devil And God Are Raging Inside Of Me” e all’ennesima evoluzione nel nuovo “Daisy”. Una continua mutazione che può apparire inconsueta ma allo stesso tempo affascinante, sicuramente non pianificata. Penso che se potessi tornare indietro nel tempo e dire a Jesse Lacey di dove sarebbe arrivato il gruppo, mi riderebbe in faccia e mi darebbe del pazzo. I Brand New sono così, imprevedibili e un po’ pazzi, ma dannatamente coinvolgenti.
Quindi, se vi state apprestando all’ascolto di “Daisy”, resettate tutti i ricordi dei precedenti lavori e lasciate che la vostra mente diventi tabula rasa. Il quartetto newyorchese rimescola le carte in tavola e decide di spiazzare da subito con l’iniziale “Vices”: introdotta da un “old church hymn” (canto gospel) si distende poi su un muro sonoro violento enfatizzato dal cantato urlato di Jesse Lacey, provocando il primo senso di stupore nei confronti del lavoro.
Nella seguente “Bed” riaffiora in parte il suono degli ultimi Brand New, quelli più delicati del vecchio singolo “Jesus Christ”, e per un momento tutto sembra tornare nella norma. Un senso di familiarità che rimane anche con la seguente “At Your Bottom”, primo singolo di questo nuovo lavoro, un ottimo pezzo di alternative rock che si candida a diventare un classico del repertorio del gruppo. Ma è una sensazione che dura poco, perchè con la successiva “Gasoline” viene ripreso il cantato urlato e abrasivo dell’inizio e applicato su un rock decisamente cupo. Seguono una “Stole” che musicalmente può ricordare i fasti delle parti più delicate di “Deja Entendu”, ma si chiude con riff potenti e dissonanze, una sperimentale “Be Gone”, con uno strambo esperimento vocale ai limiti della sopportazione, “Sink” e “Bought A Bride” a metà tra alternative rock e cantato urlato, una delicatissima “Daisy”, distesa su un tappeto acustico con dissonanze finali.
A chiudere il disco ci pensano “In A Jar”, tra alternative rock e urlato, e “Noro”, che inganna l’ascoltatore con un inizio delicato per poi sfociare in un suono più articolato e terminare poi con la canzone gospel che apre “Vices” e il disco stesso.
Ora che avete terminato l’ascolto potreste trovarvi leggermente frastornati, per non dire spaesati. Riaffioriranno sicuramente i ricordi dei tre lavori precedenti, seguiti da inevitabili domande. Respirate. Rilassatevi. Smettetela di stropicciarvi gli occhi, sono proprio loro, i Brand New. Pazzi, atipici, complessi e a loro modo geniali. Se avete imparato ad amarli con i precedenti lavori non disprezzerete nemmeno questo “Daisy”. Provare per credere.