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“I Lupi” di Tecnosospiri

I Tecnosospiri dicono d’ispirarsi al cinema di Kieslowsky, alle poesie di Pasolini e agli scritti di Roland Barthes.
Sono accostamenti importanti, grevi, ma danno una buona idea di ciò che il gruppo vuole racchiudere nella propria musica.
Propongono un rock fortemente melodico, ingentilito da un pop “naif”, che fa da contrasto ai testi impegnati. Facilitati dalla lingua italiana, esprimono con determinazione ed eleganza giusti concetti di critica sociale a tutto tondo.
Mettendo insieme testi impegnati e sonorità più “leggere” riescono ad essere accattivanti.
Talvolta scivolano su arrangiamenti già “sentiti”, vittime dei grandi esempi della musica italiana alla Baustelle (non a caso hanno collaborato con Amerigo Verardi e Maurice Andiloro), ma nell’insieme l’album risulta essere interessante e piacevole.
“I Lupi”, la cui copertina è fortemente significativa, è un manifesto intelligente, che fa riflettere e prendersi il tempo di guardarsi attorno.
Il percorso intrapreso da Tecnosospiri è promettente e, con un piccolo sforzo per distanziarsi da gruppi come i già citati Baustelle, possono essere veramente convincenti. Ascoltare per credere.

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