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Amarone in Jazz

Through The Noise European Tour – Cesena – 10/04/09

apr 14th, 2009 | By | Category: Recensioni, Recensioni Concerti

Finalmente la tanto attesa tappa italiana del Through The Noise European Tour capeggiato dai canadesi Comeback Kid. Il Vidia Club per una volta non è pieno di frange e modaioli e questo è già una cosa positiva da notare. Ad aprire le danze ci pensano gli statunitensi Outbreak, autori di un hardcore senza fronzoli, potente e veloce, ma abbastanza fine a se stesso: vuoi per la proposta, vuoi perchè sono ai primi a suonare, la loro esibizione scivola via senza destare particolare interesse e si chiude nell’anonimato. Peccato perchè su cd hanno un bel tiro. A seguire gli inglesi Architects, ormai di casa al Vidia (tutte le volte che hanno suonato in Italia l’hanno fatto li): i cinque di Brighton tirano fuori un’esibizione energica, con buona risposta di pubblico. La scaletta è incentrata molto sull’ultimo “Hollow Crown” , ma vengono anche proposti i “classici” degli album precedenti. Nonostante il buon impatto, gli ho preferiti le due volte precedenti, probabilmente perchè in un contesto a loro più congeniale, ma rimangono sempre una delle mie band preferite live. Un pò a sorpresa salgono sul palco per terzi (si pensava aprissero il concerto) i nostrani To Kill: i romani ribaltano ogni previsione supposta e sfornano un set impensabile, potentissimo ed energico. Iniziano a muoversi i primi circle pits e le prime avvisaglie di mosh, il pubblico risponde alla grande tributando un gruppo che da anni si sta sbattendo sul fronte nazionale ed estero. Seguono gli americani Misery Signals, già visti un paio di anni fa in Australia. La loro esibizione non fa altro che ribadire l’idea che mi ero fatto al tempo, ovvero un’incompatibilità tra il cantato monocorde e l’ottima sezione strumentale. Come dire: hanno un potenziale enorme ma potrebbero fare molto di più. Ma è una questione di gusti e di punti di vista, perchè la gente risponde calorosamente e positivamente all’esibizione. Giunge poi il turno degli americani Bane, ormai un’istituzione del hardcore mondiale. Avendoli persi nelle loro precedenti esibizioni nostrane, la curiosità e l’eccitazione erano a mille. E il gruppo non ha fatto niente per deludermi: scaletta con i maggiori successi del gruppo cantati a squarciagola dal pubblico, presenza scenica incredibile, coinvolgimento a mille. E i ragazzi presenti hanno giustamente ricambiato il favore scatenando il delirio sotto palco. Neanche il tempo di riprendersi che tocca agli headliner della serata, i canadesi Comeback Kid. Il gruppo offre un set non lungo ma intensissimo: ogni canzone è cantata all’unisono con tutta la gente ammassata sotto il palco, stage diving interminabili, cori come quasi si fosse allo stadio. I cinque canadesi pescano a piene mani dai loro tre album sfornando tutte le canzoni migliori (False Idols Fall, Die Tonight, Talk Is Cheap) fino al loro capolavoro finale, ovvero Wake The Dead, cantata in coro in una catarsi quasi religiosa. In una parola: immensi. Si conclude fradici di sudore, pieni di lividi, botte e dolori vari, ma con un sorriso enorme e la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di magico.

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